600 persone assistite gratuitamente e un anno di azioni concrete per dare voce ai lavoratori frontalieri
Un anno può sembrare poco. Ma quando è fatto di impegno quotidiano, studio, ascolto, interventi istituzionali, istanze, esposti, richieste di chiarimento e soprattutto di centinaia di persone aiutate, dodici mesi possono raccontare moltissimo.
Dal 22 agosto 2025 al 22 agosto 2026 UFIS – Unione Frontalieri Italiani in Svizzera – ha vissuto il suo primo anno di attività.
Un anno intenso, costruito giorno dopo giorno con un obiettivo preciso: dare finalmente ai lavoratori frontalieri una voce diretta, indipendente e realmente concentrata sui loro problemi.
Oggi vogliamo fermarci un momento non soltanto per celebrare questo primo traguardo, ma soprattutto per rendere conto del lavoro svolto.
Perché dietro UFIS ci sono persone, tempo, studio e attività svolte su base volontaria. E dietro ogni azione intrapresa c’è la convinzione che le decisioni che riguardano i frontalieri non possano essere prese senza ascoltare i frontalieri stessi.
Nihil de nobis, sine nobis. Nulla su di noi, senza di noi.
Il dato più importante: 600 persone assistite gratuitamente
Prima delle istanze, degli esposti e dei rapporti con le istituzioni, vogliamo partire dalle persone.
In questo primo anno di attività UFIS ha fornito assistenza e supporto a 600 utenti, in modo completamente gratuito.
600 persone. 600 richieste ascoltate. 600 situazioni nelle quali UFIS ha cercato di fornire informazioni, orientamento e supporto senza chiedere alcun compenso.
Le richieste hanno riguardato le numerose tematiche che accompagnano la vita di chi lavora oltreconfine: fiscalità, nuovo e vecchio regime dei frontalieri, previdenza, disoccupazione, NASpI, sanità, tassa sanitaria, accordi Italia–Svizzera, smart working, ristorni, problematiche amministrative e interpretazione delle nuove disposizioni.
Quando necessario, UFIS ha inoltre indirizzato gli utenti verso i professionisti competenti, senza percepire commissioni o compensi.
È un risultato del quale siamo particolarmente orgogliosi perché rappresenta concretamente ciò che UFIS vuole essere: un punto di riferimento accessibile per la comunità dei frontalieri.
Non soltanto parole e comunicati, quindi. Presenza. Ascolto. Informazione. Orientamento. Tutela.
E tutto questo, per 600 utenti nel nostro primo anno, completamente gratuitamente.
Un anno di azioni: quello che UFIS ha fatto
Accanto all’attività quotidiana di assistenza e informazione, UFIS ha portato le questioni dei frontalieri davanti alle istituzioni italiane, svizzere, europee e internazionali. Ripercorriamo le principali azioni di questo primo anno.
Settembre 2025 – Quattro FOIA per ottenere dati e trasparenza
Il primo intervento istituzionale di UFIS arriva già il 20 settembre 2025.
Non una singola richiesta, ma quattro istanze di accesso civico generalizzato (FOIA) rivolte alle istituzioni competenti.
UFIS chiede al Governo – coinvolgendo Presidenza del Consiglio, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Agenzia delle Entrate – dati ufficiali sulle somme derivanti dall’imposizione dei lavoratori frontalieri, sulla loro ripartizione e sulla programmazione del loro utilizzo.
Parallelamente vengono coinvolte Regione Lombardia, Regione Piemonte e Regione Valle d’Aosta, chiedendo trasparenza sulle somme ricevute, sulla loro destinazione nei territori e sui relativi atti di riparto.
È l’inizio di un metodo che UFIS continuerà a seguire durante tutto l’anno: non limitarsi alle dichiarazioni, ma cercare documenti, numeri, atti e risposte ufficiali.
Settembre 2025 – Richiesta straordinaria per smart working e DAD
Il 24 settembre UFIS interviene in seguito alle difficili condizioni meteorologiche e al dissesto idrogeologico che interessano alcune aree lombarde.
Viene trasmessa a Regione Lombardia una richiesta formale di deroga straordinaria per lo smart working, insieme alla richiesta di attivazione della didattica a distanza nelle aree maggiormente interessate.
L’obiettivo è tutelare lavoratori frontalieri e famiglie di fronte a una situazione eccezionale, riducendo rischi e difficoltà negli spostamenti.
Ottobre 2025 – Tre grandi istanze collettive: sanità, NASpI e IRPEF
Il 12 ottobre UFIS avvia tre importanti azioni collettive su altrettante questioni centrali per il mondo frontaliero.
Tassa sanitaria: UFIS interviene sulla cosiddetta tassa sanitaria prevista per i frontalieri, chiedendo chiarezza sulla sua legittimità, sulle modalità applicative e sulle conseguenze per i lavoratori.
NASpI: UFIS porta l’attenzione sulle problematiche previdenziali e sulla tutela dei lavoratori frontalieri rimasti senza occupazione, chiedendo un trattamento coerente ed equo.
IRPEF e nuovo regime fiscale: UFIS interviene sulle conseguenze del nuovo sistema di imposizione dei frontalieri e sulle disparità determinate dalle differenti interpretazioni e dall’applicazione del nuovo accordo.
Tre fronti differenti ma legati da un unico principio: nessun lavoratore deve essere penalizzato da norme poco chiare, interpretazioni disomogenee o trattamenti ingiustificatamente differenti.
Ottobre 2025 – Esposto alla Corte dei Conti e al Governo sulla tassa sanitaria
UFIS analizza i dati relativi ai ristorni fiscali e alle risorse destinate ai territori di confine e presenta un esposto alla Corte dei Conti e al Governo, contestando le basi tecniche e giuridiche della misura.
La questione viene quindi portata fuori dal semplice dibattito politico e sottoposta agli organi istituzionali competenti attraverso documenti e argomentazioni tecniche.
Ottobre 2025 – Il caso frontalieri arriva alla Commissione Europea
Il 31 ottobre UFIS presenta un esposto ufficiale alla Commissione Europea.
L’associazione segnala possibili criticità rispetto al diritto europeo e agli accordi che regolano i rapporti tra Italia, Unione Europea e Svizzera, con particolare attenzione alla differenza di trattamento tra lavoratori frontalieri sottoposti al vecchio regime e lavoratori rientranti nel nuovo regime.
UFIS porta così la propria azione su un livello sovranazionale, chiedendo che le condizioni dei lavoratori vengano valutate alla luce dei principi di equità, parità di trattamento e libera circolazione.
Novembre 2025 – Esposto all’Organizzazione Internazionale del Lavoro
Il 14 novembre UFIS presenta un esposto ufficiale all’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), organismo delle Nazioni Unite con sede a Ginevra.
L’obiettivo è sottoporre la condizione dei frontalieri e le criticità rilevate anche all’organismo internazionale competente in materia di diritti e tutele del lavoro.
Dicembre 2025 – L’OIL prende in carico l’istanza UFIS
A dicembre l’Organizzazione Internazionale del Lavoro prende ufficialmente in carico l’istanza presentata da UFIS e apre un fascicolo sulla condizione dei lavoratori frontalieri tra Italia e Svizzera.
Un passaggio che dimostra come le questioni sollevate dall’associazione meritino attenzione anche oltre i confini nazionali.
Gennaio 2026 – Monitoraggio del nuovo Protocollo Italia–Svizzera
UFIS approfondisce le conseguenze della ratifica del Protocollo di modifica dell’Accordo Italia–Svizzera sull’imposizione dei lavoratori frontalieri.
L’associazione analizza le novità e mantiene alta l’attenzione sulle criticità ancora aperte, con particolare riferimento al nuovo sistema fiscale e alla tassa sanitaria.
Gennaio 2026 – Doppio confronto con Lombardia e Confederazione Svizzera
UFIS avvia due iniziative istituzionali coordinate, rivolgendosi da una parte alla Regione Lombardia e dall’altra alle autorità della Confederazione Svizzera.
L’obiettivo è ottenere risposte ufficiali e mettere a confronto le rispettive posizioni sulle conseguenze delle decisioni assunte nei confronti dei frontalieri.
Gennaio–febbraio 2026 – La documentazione sulla tassa sanitaria
Il lavoro di approfondimento porta UFIS a evidenziare ulteriori elementi sulla contestata tassa sanitaria.
La documentazione acquisita e gli atti della Corte dei Conti diventano parte centrale dell’analisi dell’associazione sulle basi contabili, amministrative e istituzionali della misura.
UFIS continua a chiedere che ogni eventuale imposizione a carico dei frontalieri sia giustificata da dati verificabili e da solide basi normative.
Febbraio 2026 – UFIS coinvolge l’OCSE
Il 13 febbraio UFIS trasmette all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) una richiesta ufficiale di valutazione tecnica sul quadro fiscale e contributivo applicato ai lavoratori frontalieri dopo l’entrata in vigore del nuovo sistema.
L’iniziativa amplia ulteriormente il livello istituzionale dell’azione UFIS: dalle autorità regionali e nazionali, alla Svizzera, all’Unione Europea, all’OIL e infine all’OCSE.
Aprile 2026 – Arrivano le prime risposte ufficiali
UFIS ottiene risposte ufficiali dalle autorità federali svizzere e da Regione Lombardia in merito alla questione della tassa sanitaria.
Per l’associazione si tratta di un risultato particolarmente significativo: le domande poste dai frontalieri arrivano direttamente sui tavoli delle amministrazioni interessate e ottengono riscontri formali.
Aprile 2026 – UFIS si rivolge alla Presidente del Consiglio
L’11 aprile UFIS chiede chiarezza alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla tassa sanitaria, domandando un intervento sulla misura e sulle modalità con cui la questione è stata gestita a livello governativo e regionale.
È un ulteriore passaggio di una battaglia iniziata mesi prima e portata avanti attraverso documentazione, accessi agli atti, esposti e interlocuzioni istituzionali.
Da Regione Lombardia all’Europa: UFIS ha portato la voce dei frontalieri ai tavoli che contano
Guardando insieme tutte queste iniziative emerge chiaramente la dimensione del lavoro svolto in appena dodici mesi.
UFIS si è confrontata, direttamente o attraverso istanze, richieste ed esposti, con Regioni, Governo italiano, Ministeri, Agenzia delle Entrate, autorità della Confederazione Svizzera, Corte dei Conti, Commissione Europea, Organizzazione Internazionale del Lavoro e OCSE.
Non sempre una battaglia istituzionale produce un risultato immediato. Ma ogni documento depositato, ogni risposta ottenuta, ogni fascicolo aperto e ogni istituzione chiamata a pronunciarsi rappresentano un passo avanti fondamentale: significa impedire che i problemi dei frontalieri rimangano senza voce.
Non solo azione sindacale: informare per rendere i frontalieri più consapevoli
A tutto questo si aggiunge un’attività meno visibile, ma quotidiana.
In questo primo anno UFIS ha lavorato costantemente per informare i lavoratori, attraverso il proprio sito, comunicati, aggiornamenti, approfondimenti e canali di comunicazione.
Il sito istituzionale è diventato uno strumento attraverso il quale consultare notizie, conoscere le azioni intraprese, approfondire le normative, inviare segnalazioni e richieste e seguire l’evoluzione delle principali questioni che riguardano il lavoro frontaliero.
Per UFIS informare significa tutelare. Perché un lavoratore che conosce le norme, comprende i cambiamenti e sa quali sono i propri diritti è un lavoratore più consapevole e più difficile da lasciare solo.
600 volte “ci siamo”
Se dovessimo scegliere un numero per raccontare questo primo anno, sarebbe 600.
Non il numero dei comunicati pubblicati. Non il numero delle lettere inviate. Non il numero delle istituzioni coinvolte. Ma le 600 persone alle quali UFIS ha fornito gratuitamente assistenza, informazione e orientamento dal 22 agosto 2025 ad agosto 2026.
Dietro quel numero ci sono lavoratori e famiglie. Ci sono persone che avevano un dubbio fiscale, persone preoccupate per una nuova norma, persone che non sapevano a chi rivolgersi, nuovi frontalieri alle prese con un sistema complesso ed ex frontalieri che cercavano di comprendere i propri diritti.
A ciascuno abbiamo cercato di dare una risposta. E quando la questione richiedeva competenze professionali specifiche, abbiamo cercato di indicare la strada corretta da seguire. Senza chiedere nulla in cambio per il supporto fornito da UFIS.
Il primo anno è soltanto l’inizio
Siamo partiti con una convinzione: i frontalieri devono poter partecipare alle decisioni che riguardano il loro presente e il loro futuro.
Dodici mesi dopo quella convinzione è ancora più forte.
Abbiamo commesso errori, abbiamo imparato, abbiamo studiato e siamo cresciuti. Ma soprattutto non siamo rimasti fermi.
Abbiamo bussato alle porte delle istituzioni. Quando non abbiamo ricevuto risposte, abbiamo continuato a chiederle. Quando abbiamo individuato una possibile ingiustizia, abbiamo cercato documenti e dati. Quando un problema superava il livello nazionale, lo abbiamo portato in Europa e davanti agli organismi internazionali.
E mentre tutto questo accadeva, abbiamo continuato ad ascoltare e aiutare gratuitamente chi ci contattava.
600 persone nel primo anno. È questo il risultato che più di ogni altro ci ricorda perché UFIS esiste.
Grazie
Grazie a chi ha creduto in UFIS fin dall’inizio. Grazie agli iscritti e a chi ha deciso di sostenerci. Grazie ai professionisti e alle persone che hanno messo a disposizione competenze e tempo. Grazie a chi ci ha scritto per segnalarci un problema. Grazie a chi ci ha criticato costruttivamente, permettendoci di migliorare.
E soprattutto grazie ai lavoratori frontalieri che hanno deciso di affidare a UFIS le proprie domande, le proprie preoccupazioni e le proprie speranze.
Il primo anno si chiude con 600 persone assistite gratuitamente e con decine di interventi, istanze e interlocuzioni istituzionali avviate.
Ma non consideriamo questo anniversario un punto di arrivo. È il punto dal quale ripartire.
Con ancora più esperienza, ancora più determinazione e lo stesso principio che ci accompagna dall’inizio:
NIHIL DE NOBIS, SINE NOBIS
Nulla su di noi, senza di noi.
Buon primo anniversario, UFIS.
E grazie a tutti i frontalieri che stanno costruendo questa storia insieme a noi.

