UFIS attiva l’OCSE

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Frontalieri Italia–Svizzera: UFIS chiede all’OCSE una valutazione tecnica completa sul nuovo sistema fiscale 2023

L’Unione Frontalieri Italiani in Svizzera (UFIS) ha formalmente richiesto all’OCSE una valutazione tecnica approfondita sull’intero impianto fiscale e contributivo applicato ai lavoratori frontalieri tra Italia e Svizzera dopo l’entrata in vigore del nuovo accordo del 2023. L’iniziativa non si limita a un singolo aspetto, ma riguarda un’analisi complessiva del sistema, alla luce dei principi internazionali di neutralità fiscale, coordinamento tra Stati e non discriminazione.

Differenziazione tra frontalieri storici e nuovi frontalieri

Tra i punti sottoposti all’attenzione dell’OCSE vi è la distinzione introdotta tra “frontalieri storici” e “nuovi frontalieri”, che determina regimi fiscali e contributivi differenti pur in presenza della stessa attività lavorativa, dello stesso datore di lavoro e di analoghe condizioni economiche. La differenziazione, fondata su un criterio temporale e non economico-funzionale, incide direttamente sul reddito netto e sulla parità di trattamento tra lavoratori che operano nello stesso contesto produttivo.

Contributi sanitari selettivi applicati ai frontalieri

UFIS ha inoltre evidenziato l’introduzione di contributi sanitari aggiuntivi applicati esclusivamente ai lavoratori frontalieri che usufruiscono del sistema sanitario italiano pur prestando attività lavorativa in Svizzera. Tale contributo non era previsto negli accordi bilaterali originari, non è applicato ai lavoratori residenti e occupati esclusivamente in Italia e non risulta collegato a una prestazione sanitaria aggiuntiva specifica. L’onere è legato unicamente alla condizione di lavoratore transfrontaliero, elemento che pone interrogativi in termini di equità e non discriminazione.

Rischio di doppia imposizione economica e effetti cumulativi

L’effetto combinato delle nuove misure fiscali e contributive può generare fenomeni di doppia imposizione economica indiretta o comunque un aggravio complessivo non coerente con i modelli internazionali contro le doppie imposizioni. Il principio cardine elaborato in ambito internazionale è evitare che uno stesso reddito venga colpito in modo distorsivo da più sistemi fiscali senza adeguati meccanismi compensativi. UFIS ha quindi richiesto una verifica tecnica sulla compatibilità del sistema vigente con il Modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni.

Alterazione dei flussi fiscali e meccanismo dei ristorni

Un ulteriore profilo riguarda i possibili effetti sui flussi fiscali tra Italia e Svizzera. L’accordo del 1974 aveva garantito per decenni un equilibrio territoriale anche attraverso il meccanismo dei ristorni, che assicurava una funzione compensativa chiara e stabile. Le criticità attuali non derivano dall’impianto originario, ma dal mutato contesto normativo introdotto nel 2023 e dalle modalità di gestione e destinazione delle risorse, che possono incidere sull’equilibrio territoriale e sulla funzione compensativa storicamente prevista.

Governance fiscale transfrontaliera e coordinamento bilaterale

UFIS ha richiesto all’OCSE di esprimersi anche sull’adeguatezza dei meccanismi di coordinamento bilaterale tra Italia e Svizzera. Il nuovo assetto ha introdotto elementi di maggiore complessità e disomogeneità applicativa, incidendo sulla prevedibilità fiscale per i lavoratori interessati. È stato quindi chiesto di valutare la coerenza del regime vigente con gli standard OCSE di coordinamento fiscale internazionale e con le migliori pratiche di governance transfrontaliera.

Che cos’è l’OCSE e perché è stata coinvolta

L’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, è l’organismo internazionale che definisce i principali standard in materia di fiscalità internazionale, neutralità e prevenzione della doppia imposizione. Italia e Svizzera sono entrambe Stati membri. L’OCSE elabora il Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni, promuove la parità di trattamento tra contribuenti e può attivare strumenti di analisi tecnica e peer review tra Stati membri.

La scelta di rivolgersi all’OCSE è motivata dal carattere tecnico e sovranazionale della questione. Rispetto ad altri enti o a percorsi contenziosi più complessi, l’OCSE può fornire valutazioni tecnico-comparative in tempi generalmente più rapidi, grazie ai propri strumenti di analisi e ai meccanismi di confronto tra Paesi membri. Questo consente di ottenere un inquadramento qualificato della situazione in tempi compatibili con le esigenze dei lavoratori coinvolti.

La richiesta formale di valutazione tecnica

UFIS ha chiesto all’OCSE di esprimersi su tutti i profili rilevanti: compatibilità delle misure fiscali e contributive con i principi di neutralità e non discriminazione, eventuale rischio sistemico di doppia imposizione economica, coerenza del regime vigente con gli standard internazionali, adeguatezza della governance fiscale transfrontaliera e possibile attivazione di strumenti di analisi multilaterale tra Stati membri.

Con questa iniziativa UFIS conferma il proprio impegno a tutela dei lavoratori frontalieri, portando la questione in una sede tecnica internazionale autorevole, con l’obiettivo di garantire equità, stabilità normativa e pieno rispetto dei principi fiscali condivisi a livello internazionale.