UFIS – Primo intervento

UFIS – Primo intervento

Non uno, ma quattro interventi fondamentali

UFIS – Primo intervento. Vi informiamo che in data 20 settembre 2025 l’Unione Frontalieri Italiani in Svizzera (UFIS) ha presentato quattro istanze di accesso civico generalizzato (FOIA):

Al Governo (Presidenza del Consiglio, MEF, Agenzia delle Entrate) per ottenere i dati ufficiali sulle somme introitate a titolo di imposta alla fonte dai lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, la loro ripartizione fra Stato, Regioni e Comuni e gli atti di programmazione che ne hanno disciplinato l’utilizzo.

Alla Regione Lombardia, alla Regione Piemonte e alla Regione Valle d’Aosta per conoscere l’importo delle somme ricevute dal 2020 ad oggi, la loro destinazione sul territorio e le relative delibere e piani di riparto.

Prima azione documento
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Azione1
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Perché questa azione

Il nostro lavoro si concentra, in particolare, sulla cosiddetta “tassa sulla salute” in Lombardia, misura già approvata in via esecutiva e che rischia di incidere in modo iniquo sui frontalieri.
Non è solo un tema fiscale: è una questione di giustizia e trasparenza, perché i lavoratori e le loro famiglie hanno diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse che versano.

Territori e dignità

I territori di confine sono cresciuti grazie al contributo economico e sociale dei frontalieri.
Oggi è doveroso che gli amministratori locali siano coinvolti e responsabilizzati sulla gestione e il reinvestimento dei fondi.
La nostra azione tutela i frontalieri e promuove equità e sviluppo per i territori.

La nostra linea

È un tema anche politico, ma prima di tutto è dignità: i frontalieri non sono un bancomat.
Non ci limitiamo a raccolte firme o visibilità: lavoriamo su carte, dati e atti ufficiali.
Solo così si difendono davvero i frontalieri e i nostri territori.
Invitiamo i tesserati a sostenere questa battaglia di trasparenza: seguiteci, diffondete i comunicati, fate conoscere l’azione. Nihil de nobis, sine nobis.

Quadro bilaterale e profili legali

UFIS intende evidenziare che, storicamente, l’accordo bilaterale in materia di frontalieri ha disciplinato i rapporti fiscali tra Italia e Svizzera, prevedendo, in termini semplificati, l’imposizione alla fonte in Svizzera e meccanismi di compensazione finanziaria verso i territori italiani interessati.
In questo contesto, la nostra istanza FOIA mira a verificare con dati ufficiali:
che cosa sia stato effettivamente introitato;
come tali risorse siano state ripartite;
quali atti (decreti, delibere, piani) ne abbiano regolato l’uso.

Questa è un’azione inedita: nessuno ha mai spiegato ai lavoratori dove finiscono le loro imposte.
Noi vogliamo verificare con chiarezza se i fondi sono stati usati in linea con gli accordi bilaterali e con le finalità dichiarate (copertura IRPEF e servizi ai territori di confine).

Trasparenza e metodo

Abbiamo chiesto che i dati ci vengano consegnati in forma chiara e leggibile:

  • file aperti (Excel/CSV), non documenti chiusi o incomprensibili;
  • suddivisi per anno e per ente beneficiario, così da capire quanto riceve ogni territorio;
  • via PEC, per garantire tracciabilità e certezza delle comunicazioni.

Solo con dati di questo tipo sarà possibile produrre analisi oggettive, verificabili e utili per i frontalieri e per i territori.

Prossimi passi, UFIS – primo intervento

La legge prevede 30 giorni di tempo per ricevere risposta.
Ma non resteremo in silenzio ad aspettare:

  • informeremo i media e i territori sul contenuto delle nostre istanze;
  • chiederemo ai sindaci e agli amministratori locali di sostenere la nostra battaglia di trasparenza;
  • lanceremo una campagna pubblica di sensibilizzazione, affinché le istituzioni sappiano che i frontalieri non sono disposti ad accettare silenzi o risposte evasive.

Se ci sarà un diniego o un ostacolo, attiveremo subito le procedure previste (riesame RPCT, difensore civico, TAR).

Il nostro obiettivo finale è pubblicare una Relazione pubblica UFIS con i dati ottenuti, evidenziando eventuali scostamenti tra finalità dichiarate e impieghi effettivi, e continuare con analoghe richieste a tutte le Regioni interessate.
Il lavoro è iniziato e non si